domenica 2 settembre 2012

Motociclette a San Francisco


Ben trovati manici! Siamo quasi tutti rientrati dalle vacanze estive con una storia da raccontare, un carico di foto, e uno strato più o meno spesso di abbronzatura. È un’estate che passerà alla storia per l’abnorme rincaro del carburante, specie per chi ha scelto di tenere le ruote del proprio purosangue a motore entro i confini italiani. Ormai anche per le moto fare il pieno è un lusso per tanti.
Per le mie vacanze, la scelta è stata dettata da cause di “assoluta” forza maggiore… Dopo sei anni consecutivi, 'sta volta niente giro estivo in moto. L’inossidabile trip per le due ruote però mi ha accompagnato costantemente, spingendomi a viaggiare con la fantasia ammirando le moto degli altri e il loro modo di interpretare questa straordinaria passione.
Gli “altri” cui mi riferisco sono i motociclisti di una città affascinante a nord della California: San Francisco o, come adorano dire i cattivissimi membri locali degli Hell’s Angels, Frisco.


Qui l’utilizzo della moto sembra molto diffuso, nonostante il clima freddino non sia proprio favorevole. La particolare posizione della città la rende passibile di repentini cambiamenti di clima nell’arco della stessa giornata, anche nel periodo più tiepido dell’anno, ottobre. Di contro la configurazione toponomastica della città, caratterizzata dalle tipiche strade in salita (quelle che migliaia di volte abbiamo ammirato nei film americani, teatro di inseguimenti spettacolari tra sbirri e spacciatori che serpeggiano tra i cable car) scoraggiano l’utilizzo della bicicletta a vantaggio della moto.


Il centro di Frisco brulica di scooterini 50cc (molto diffusa la nuova Vespa, quella senza cambio al manubrio), ma anche di moped accuratamente personalizzati. A Chinatown ho visto circolare molti Piaggio Ciao, diversi dai nostri solo per una fanaleria “maggiorata” e per i pratici portapacchi anteriori.


Capitolo Harley Davidson. Le splendide creature di Milwaukee sono evidentemente diffusissime laggiù, a partire dalle Road King (grazie a Chinaski per la precisazione, nda) del SFPD, la Polizia della città, i cui agenti sono fieri e impeccabili centauri e inflessibili tutori della legge, in particolare del rispetto degli snervanti limiti di velocità e dell’obbligo di indossare il casco. Gli store Harley sono dappertutto (anche in aeroporto) e hanno in catalogo centinaia di articoli e gadget utili e futili, in perfetto stile consumistico yankee. Non so cosa avrei dato per incontrare un banda di harleysti brutti, sporchi e cattivi, ma ho incrociato solo qualche solista o un paio di coppie che andavano a passeggio a Castro.


Nei quartieri bene della città, davanti all’ingresso dei coloratissimi edifici vittoriani ad Alamo Square, ho scovato bellissime moto parcheggiate sottocasa, special su base jap due e quattro cilindri, Guzzi, Ducati, persino una Scrambler simile alla mia, ma anche qualche tipico esempio di moto dai colori kitsch tipica del mercato statunitense.


I biker americano sono mediamente molto più informali rispetto a noi, dello stile non glie ne frega molto. Alcuni customizzatori indipendenti creano stile senza neanche rendersene conto. Non sono tutti fighetti con la moto lucida, le Hogan ai piedi e il casco all’ultima moda.


Solo così si spiega la spontanea eleganza con cui un tizio in sella a una KLR 650, l’instancabile enduro monocilindrica Kawasaki, indossa con indifferenza a Downtown un completo da pista composto da tuta in pelle, stivali SIDI e integrale Shoei.


Per molti di loro la moto è libertà totale. L’esempio più esaltante? Un barbiere alternativo di Haight, a pochi isolati dalla casa dei mitici Grateful Dead, tiene la sua Kawasaki ZR-7 blu proprio dentro la sua bottega, a pochi centimetri da forbici e rasoi e dalla poltrona dove ai suoi clienti offre pelo e contropelo. Il desiderio di tutti noi: avere il proprio bolide sempre a fianco, a casa, in ufficio o in fabbrica…


Il carattere di San Francisco tuttavia è marcatamente ecologista. Così, non è difficile imbattersi in ciclisti irriducibili che ostentano slogan contro lo strapotere dei petrolieri e che convivono malvolentieri con i motori V8 degli enormi SUV Hummer o con i 1700cc dei Twin Cam Harley.


Ho visitato un’altra città americana quest’anno, Honolulu. Ma è un’altra storia.

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